FOTOGRAFIA EUROPEA 2026 indaga I Fantasmi del quotidiano

di Luca Sorbo

Sicuramente è il pubblico la forza di FOTOGRAFIA EUROPEA, una delle più importanti manifestazioni dedicata al linguaggio fotografico in Italia. Tutta le mostre dell’edizione 2026 erano gremite di visitatori attenti, competenti e paganti. Anche le mostre dei giovani autori, come quella allestita al Palazzo dei Musei per i sei selezionati del premio Ghirri, erano affollate. Provo ad ascoltare i commenti, avverto una vera curiosità, un desiderio di capire. Reggio Emilia è una città sobria, che bada ai contenuti e non alla forma ed il festival rispecchia questo suo spirito. Tanti eventi da scoprire, vivere e condividere.

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La fiera della piccola editoria nei chiostri di San Pietro, poi, è ricchissima e rappresenta un momento di confronto importante tra tutti gli appassionati. È un’occasione per scoprire le ultime novità, conoscere di persona gli editori e gli autori. C’è Alex Majoli con Cesura, Antonella Monzoni con Gente di Fotografia, Claudio Corrivetti con Postcard, Tommaso Parillo con Witty Books e tanti altri.

Tommaso Parillo Witty Books

La sezione OFF, anche se dispersiva e difficile da visitare nella sua interezza, è piena di spunti interessanti. Da segnalare le mostre di via Roma, di via dei Due Gobbi e di piazza San Prospero. Importante poi la presenza della Biblioteca Panizzi che conserva molti negativi e stampe di Luigi Ghirri, Vasco Ascolini e tanti fondi storici e che in ogni edizione organizza degli eventi. Per il 2026 ci sarà un ricordo di Vasco Ascolini. Ci sono, poi, librerie dove poter acquistare volumi storici fuori catalogo come l’ottocentesca Libreria del Teatro e la bellissima libreria dell’Arco sulla via Emilia.

© Luigi Ghirri

A completare l’atmosfera vi erano in piazza gli esperti di fotografia minutera che immergevano i passanti nel fascino della fotografia chimica.

Reggio Emilia si conferma città dove la cultura non è un evento, ma una pratica quotidiana. Fotografia Europea è alla ventunesima edizione, ma l’attenzione a questo linguaggio risale agli anni Settanta del Novecento e per questo il livello di consapevolezza è notevole, pari a quello che vi è in Francia e negli Stati Uniti. Da non dimenticare poi le vicine Modena, Parma e Bologna che con Fondazione Fotografia, lo CSAC e la Cineteca completano il quadro e eccellenze di livello internazionale che questo territorio sa esprimere. Da queste premesse non poteva non nascere un festival interessante, non solo per il nucleo centrale, ma per tutti gli eventi di contorno.

Fantasmi del quotidiano è il titolo scelto per l’edizione 2026, come filo conduttore delle mostre curate da Arianna Catania (fondatrice e direttrice di Gibellina Photoroad / Open Air & Site-specific Festival), Tim Clark (editor & curator 1000 Words) e Luce Lebart (ricercatrice presso l’Archive of Modern Conflict e direttrice artistica del Pavillon Populaire di Montpellier), cui si aggiunge la ricognizione storica curata da Walter Guadagnini (storico della fotografia, docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna) dedicata ai 200 anni della fotografia.

© Eadweard Muybridge

È scritto nel comunicato stampa: “Questa edizione di Fotografia Europea invita a cercare le cose non viste e quelle invisibili, prestando attenzione ai sussurri di ciò che è stato e di ciò che potrebbe essere. Attraverso l’obiettivo, si rivelano le storie silenziose che danno forma al nostro presente, aprendo nuovi percorsi per l’immaginazione. Il festival esplora così la silenziosa durata della memoria, osservando come i ricordi svaniscano senza mai scomparire del tutto. Ogni fotografia esposta racchiude la propria eco, un ricordo impalpabile che mantiene sospesa la sua essenza nonostante lo scorrere del tempo. In questo percorso espositivo, il passato non è un elemento scomparso, ma un’entità che continua a respirare dolcemente all’interno del presente”.

La sezione principale come al solito è ai chiostri di San Pietro. La prima mostra che incontriamo al primo piano è di Felipe Romero Beltràn dal titolo Bravo. Attraverso ritratti, immagini di interni e paesaggi, Bravo immortala il tempo sospeso della migrazione.

Felipe Romero Beltrán

Mohamed Hassan con Our Hidden Room indaga i difficili rapporti con il padre. Salvatore Vitale con Automaded Refusal evidenzia i danni che sta provocando nel mondo del lavoro l’automazione dovuta all’intelligenza artificiale. Marine Lanier presenta Le Jardine d’Annibal, mentre Ola Rindal con Stains and Ashes indaga soggetti insignificanti producendo immagini dense di mistero. Notevole la ricerca visiva di Giulia Vannelli che con Season si concentra sulla presenza del passato nella nostra quotidianità. Alcune esperienze, soprattutto quelle vissute durante l’infanzia e la giovinezza, non si dissolvono con il passare degli anni, ma rimangono sospese, sedimentate nei luoghi e nei gesti che torniamo ad attraversare.

© Mohamed Hassan

Tania Franco Klein con Subject Studies: CHAPTER I sviluppa un progetto antropologico evidenziando come identità e pregiudizio plasmano la nostra percezione. Frédéric D. Oberland con Vestiges of the future sviluppa una ricerca dove convergono fotografia, musica e cinema.

© Tania Franco Klein

Al piano terra dei chiostri di San Pietro Simona Ghizzoni con Milk Wood. Il lavoro, che si muove tra fotografia, elaborazione pittorica e audio, è dunque una proposta di rilettura lessicale e visuale del quartiere stazione a partire proprio da questi dialoghi settimanali.

© Simona Ghizzoni

In tutti i lavori ha sempre una grande importanza il progetto espositivo. Le stesse foto in un altro contesto potrebbero dare significati ed emozioni differenti, Questo significa che le opere vanno vissute in presenza. La fruizione on line è sicuramente preziosa, ma non potrà mai sostituire il confronto personale con l’opera. L’ esperienza immersiva di una mostra è da affrontare con animo sgombro da pensieri per essere pronti ad assorbire le energie degli autori.

A palazzo Da Mosto c’è Ghostland a cura di Arianna Catania che indaga come nella nostra epoca ipermediata, la realtà appare sempre più come un territorio “spettrale”: un paesaggio in cui esperienze, corpi ed eventi sono filtrati, tradotti e ricodificati attraverso superfici luminose, gli schermi.

Sempre a palazzo Da Mosto abbiamo le mostre di Emilia Martin e Federica Mambrini.

A palazzo Scaruffi, nuova sede espositiva, a cura di Walter Guadagnini abbiamo 200×200. Due secoli di fotografia e società. Tanti i vintage presenti, libri originali come New York di William Klein e Un Paese di Paul Strand ed anche fotocamere. Ad esempio sono presenti tutte le versioni delle famosissima foto di Dorothea Lange Migrant Mother.

Al palazzo dei Musei la mostra dedicata a  Luigi Ghirri.  Che  quest’anno indaga il rapporto con la musica dal titolo  A series of dreams:Paesaggi visivi e paesaggi sonori, a cura di Ilaria Campioli e Andrea Tinterri e con la curatela musicale di Giulia Cavaliere. In esposizione materiale inedito proveniente dalla Fondazione Ghirri come ad esempio il progetto di libro su Lucio Dalla. Molte le copertine di dischi e foto di grande interesse.

Sempre al Palazzo de Musei vi è Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri 2026, dal titolo VOCI, a cura di Ilaria Campioli e Daniele De Luigi.

La giuria internazionale ha selezionato sette artisti: Susanna De Vido con Quando torneremo a guardare le stelle , Karim El Maktafi con Archivio del mare, Alice Jankovic con Green Paradox, Cinzia Laliscia con Finalmente posso andare, Anie Maki con Milk, Weight, Gravity, Eva Rivas Bao con Una storia italiana e Federica Torrenti con La Fortezza.

© Karim El Maktafi

Alla Spazio Gera è stata allestita un’interessante mostra sul percorso artistico di Francesco Guccini.

Francesco Guccin

Alla Collezione Maramotti Ndayé Kouagou con Heaven’s truth.

Il catalogo è un vero e proprio libro fotografico.

La fotografia è sempre più in crisi di identità, ma l’attenzione verso la sua storia e la potenzialità del suo linguaggio è sempre maggiore. Una contraddizione difficile da comprendere, ma che ci regala tante mostre ed eventi. Forse troveremo tra qualche anno il senso di questo scontro tra le impronte di luce e le immagini sintetiche.

Tutte le info sulle mostre, ingressi ed eventi al sito www.fotografiaeuropea.it

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