Steven Lee – Quando la fotografia diventa “Simbolica”
Steven Lee – Quando la fotografia diventa “Simbolica”
Steven Lee – Quando la fotografia diventa “Simbolica”
“Spitzbergen” è l’ultimo libro di Paolo Verzone, uscito per Mare verlag. La natura ostile, le condizioni di vita estreme nel quotidiano, la ricerca di nuovi ed altrimenti impossibili equilibri, la relazione con un ambiente contro il quale poco o nulla può il potere dell’uomo: questi gli elementi che le fotografie di Paolo Verzone raccontano con inattesa e sorprendente poesia.
Luoghi di antica cultura, di sussistenza frugale, di tradizioni profonde: l’Appennino meridionale “è l’Italia che avevamo e che rischiamo di perdere per sempre”. Nella sua esplorazione fotografica lenta e meditata, l’autore restituisce in un libro le atmosfere pacate e silenziose di territori, borghi e umanità che rischiano di scomparire.
“Domestica”, il nuovo lavoro di Silvia Camporesi edito da Postcart, è un diario intimo, un racconto per immagini, un album familiare nato nelle settimane del lockdown. Un libro curato nei più minuti dettagli, sino a farlo diventare un “libro d’artista”: immaginifico, surreale ed emozionante.
Nell’ultimo lavoro del fotografo siciliano, raccolto in un libro e presentato in una mostra, le immagini ci parlano di lacerazioni e contrasti. Una profonda riflessione sul tema del dolore, sul mondo e sulla fotografia stessa.
Un progetto in cui visione contemporanea e realismo magico coesistono, facendoci intravedere speranze e contraddizioni dei tre stati sudamericani – Venezuela, Bolivia ed Ecuador – che il fotografo ha esplorato tra il 2008 e il 2014.
La scomparsa del critico, curatore e padre dell’arte povera, vittima del coronavirus, lascia un vuoto nel mondo della cultura. I suoi saggi sulla fotografia sono raccolti in un libro attualissmo che indaga gli aspetti estremi e contraddittori della fotografia contemporanea.
“Atlante umano siciliano” è una storia d’amore in fotografia. Un progetto editoriale nato da un viaggio alla scoperta della propria terra, la Sicilia, luogo mitico e di confine, raccontato dall’autore attraverso gli incontri, i volti, i sentimenti delle persone che vi abitano.
Negativi scartati dall’autore 50 anni fa, ritrovati e raccolti in un libro, recuperati dall’autore in funzione poetica, in modo giocoso e nello stesso tempo profondo. Come attivatori di emozioni, come testimoni della fragilità della vita e della memoria stessa.
La fotografia incontra la musica rock: i più “grandi fotografi a 33 giri” e le copertine che hanno fatto storia.
La memoria musicale della Grande Mela in 120 pagine. Dopo questo libro certi angoli, certe strade di NY non saranno più gli stessi, caricati per sempre di un ulteriore significato, legato alle storie di tutti i musicisti rock che da lì sono transitati.
L’ultimo prezioso lavoro di Francesca Catistini è “Petrus” edito da Kehrer Verlag: “Caro Petrus, ti ho dato il nome di un liquore dalla bottiglia scura e il tappo rosso”.
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