Beautiful Country a CORTONA ON THE MOVE 2026

© Kourtney Roy
di Luca Sorbo

La città etrusca di Cortona nasce per vedere e farsi vedere. Domina la Val di Chiana e la sua architettura disegna il paesaggio come un naturale confine. Un insediamento che ha mantenuto la sua essenza e che risulta essere una sede ideale per un Festival di fotografia che si conferma come uno dei più interessanti del panorama italiano ed internazionale. Grandi artisti come Luca Signorelli e Gino Severini si sono cibati di questo territorio e della cultura che l’ha caratterizzato. Da questo antico sito si può provare a ragionare sul vedere e sul fotografico nella società contemporanea.

Un festival non può essere estraneo al luogo che lo ospita. Cortona On The Move ha molte ambizioni e questa edizione riesce ad essere all’altezza delle aspettative.

Groundswell_Dalla serie “Eviction”. Un attivista è seduto su un monopiede all’ingresso di Lützerath, in Germania, nel tentativo di impedire lo sgombero del villaggio da parte della polizia. La polizia ha bisogno di attrezzature speciali, piattaforme elevatrici e gru per rimuovere tali costruzioni. 8 gennaio 2023. © Ingmar Nolting

“In questo tempo infestato d’immagini, Beautiful Country invita all’osservazione per essere maggiormente consapevoli del mondo che ci circonda, del suo fragile equilibrio a cui siamo fatalmente connessi. È da questi pensieri che nasce l’architettura della nuova edizione del Festival Internazionale di Fotografia di Cortona, dedicata al racconto dell’Italia degli ultimi decenni, un atlante incompleto, poiché l’osservare è per sua natura infinito. Un viaggio di viaggi, dove le fotografie diventano tappe di un’indagine — ora spontanea, ora minuziosa — sull’identità visiva e culturale del Paese”.

Questa è la dichiarazione programmatica di Renata Ferri di questa sedicesima edizione alla sua prima direzione artistica.

Dal progetto STELLA INQUIETA, di Mattia Balsamini e Raffaele Panizza

Tutte le info relative ai biglietti, alle mostre ed agli ingressi sono reperibili a questo sito www.cortonaonthe move.com

Cuore della manifestazione è sicuramente la mostra Peninsula visitabile alla fortezza del Grifalco. Le opere di dieci artisti indagano come è cambiato il paesaggio e come è cambiato il nostro modo per osservarlo. SI realizza un confronto tra autori affermati e giovani fotografi che si interrogano sul territorio italiano dalla bellezza alle situazioni più problematiche.

Sono: Arianna Arcara, Fabio Barile, Marina Caneve, Federico Clavarino, Matteo de Mayda, Giorgio Di Noto, Alessandro Imbriaco, Rachele Maistrello, Giulia Parlato e Giovanna Silva.

© Arianna Arcara – Senza titolo dalla serie Maestrale

Dichiara Renata Ferri “La scelta di dedicare il festival all’Italia è nata da un’intuizione. Questo Paese è veramente il Bel Paese: un Paese straordinario, ma anche un Paese-cartolina, pieno di stereotipi. La sfida era abbattere quegli stereotipi e portare, attraverso la fotografia, nuove visioni, che diventano opere. In questo primo quarto di secolo, le immagini ci hanno affollato, intossicato. La fotografia, invece, è una forza ecologica, una forza immaginativa. Per questo, quando diventa opera, quando è affidata agli autori, diventa qualcosa di molto diverso. Qui si è parlato molto della memoria, del valore dello sguardo, che solo gli artisti riescono a darci. Ringrazio quindi i trentatré artisti delle mostre e i dieci artisti di Peninsula: in tutto quarantatré artisti che ci permettono davvero di osservare. In un momento in cui l’urgenza è rallentare lo sguardo, dobbiamo imparare ad ascoltare con gli occhi. Lo sguardo è un ascolto di ciò che abbiamo intorno. È anche una valorizzazione del patrimonio.

Roma © Giovanna Silva

Beautiful Country svolge molte funzioni in questo senso: da una parte recupera il valore dello sguardo, dall’altra contribuisce a una ulteriore valorizzazione della nostra identità culturale. Quest’anno un focus sull’Italia mette in dialogo artisti internazionali, grandi maestri come Joel Sternfeld, alla Fortezza e nella Cannoniera, e Candida Höfer, che vedrete qui, insieme a tanti artisti che hanno guardato questo Paese con amore e con un’idea della bellezza profonda, non meramente estetica e non meramente rappresentativa. La fotografia non è rappresentazione. È indagine, investigazione, approfondimento e, fondamentalmente, poesia. Il catalogo del festival è un libro meraviglioso, pubblicato da Allemandi, che ha affrontato questa sfida con grande coraggio, senza sapere cosa ci sarebbe stato dentro. È un volume di oltre trecento pagine, ricco di testi, approfondimenti e racconti in prima persona degli autori: cosa li ha motivati, cosa li ha spinti, perché sono andati in quei luoghi e che cosa hanno cercato. Credo che questo sia una testimonianza molto importante. È anche un grande atto di sincerità e di empatia. Lo troverete nel catalogo, lo troverete nelle mostre e spero davvero che, se riuscirete a percepirlo, significherà che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo”.

Vipera ammodytes o vipera dal corno – © Marina Caneve

Campagna romana di Joel Sternfeld nei locali sotterranei della fortezza del Girifalco è un’esposizione da non perdere.

Realizzata tra il 1989 e il 1991 e singolarmente mai esposto prima d’ora in Italia, il lavoro del maestro americano sulle rovine dell’impero e non solo congeda le cartoline e le suggestioni del Viaggio di Goethe aprendo allo sguardo contemporaneo e agli scorci di via del Mandrione, del parco degli Acquedotti, dei palazzoni dell’immensa periferia capitolina.

Il Grande Ninfeo della Villa dei Gordiani, Roma, agosto 1990 © Joel Sternfeld

Sottolinea ancora Renata Ferri: “Tra gli anni Settanta e Ottanta la periferia romana si espande senza sosta. È una trasformazione che ritroviamo anche nelle fotografie di Gabriele Basilico, esposte a Palazzo Baldelli, dove la città cresce senza un criterio urbanistico sano.

© Gabriele_Basilico – Via Nervesa – Via Longanesi, 1979

Cinquant’anni dopo Angelo Leonardo torna negli stessi luoghi con uno sguardo più vicino al reportage, più diretto e più duro, entrando nelle comunità che abitano queste periferie, figli di terze generazioni cresciuti in questi quartieri”.

Sul tetto dell’ospedale San Paolo. Vista sul quartiere Barona di Milano – © Angelo Leonardo (@cobarrino), tratte dal progetto Le Monde Ou Rien

Altro cuore pulsante del Festival è Palazzo Baldelli dove è possibile ammirare Paesaggio inverso di Silvia Camporesi e le opere di Kourtney Roy realizzate durante una residenza di artista a Napoli, prodotta dalla galleria Spot Home Gallery di Cristina Ferraiuolo.

Il paese sommerso, 2020 – © Silvia Camporesi
Vesuvio I, 2025. © Kourtney Roy, Failed postcards from Napoli, Courtesy Spot home gallery

Candida Hofer presenta le sue spettacolari architetture interne di teatri, luoghi di cultura che sono fondamentali per preservare la sensibilità necessaria per difendere il territorio.

Teatro La Fenice di Venezia II 2011 – © Candida Höfer /VG Bild-Kunst, Bonn 2026

Antonio Biasiucci mette in scena le sue Cosmogonie ed il giapponese Sohei Nishino i suoi Diorami.

“Corpo latteo, 2017” – © Antonio Biasiucci

L’isola di Stromboli viene presentata attraverso un doppio sguardo: quello delle immagini di Federico Patellani, che nel 1949 si aggirava sul set di Stromboli (Terra di Dio) del regista Roberto Rossellini – di cui in mostra verranno proiettate alcune scene – e di Chiara Indelicato, autrice contemporanea del progetto Pelle di Lava e abitante dell’isola.

Stromboli 1949. Set del film “Stromboli (Terra di Dio)” di Roberto Rossellini – Fotografia di Federico Patellani © Archivio Federico Patellani, courtesy Regione Lombardia / Museo Nazionale di Fotografia, Milano-Cinisello Balsamo
Sciara, dalla serie Pelle di Lava, 2022 – © Chiara Indelicato

G.R. G R A Z I A R I C E V U T A è un progetto dell’artista Paolo Ventura nato dal fascino per le rappresentazioni degli Ex Voto, illustrazioni realizzate tra il 1300 e gli anni Settanta del secolo scorso per ringraziare santi e protettori dopo aver superato eventi tragici.

Framura – © Paolo Ventura

L’opera Video-Stadio, realizzata nel 1997 dall’artista Paola Di Bello, è un’inquadratura fissa su uno dei piloni del terzo anello dello Stadio San Siro di Milano. Alla fine della partita gli spettatori scendono dalle rampe a spirale e, per un effetto ottico-percettivo, le fanno letteralmente “girare” su sé stesse, tanto da sembrare avvitarsi al terreno.

© Paola Di Bello – Video-Stadio, 1997 video, 7’30”

Molto interessante l’installazione del duo Botto&Bruno, con la curatela di Carola Allemandi: oltre novecento fotografie che, composte in un grande collage manuale, diventano il ritratto della periferia urbana e industriale italiana. L’installazione, intitolata Songs of a Lost World, si inserisce nella più ampia ricerca del duo torinese sui temi della periferia e dell’urbanizzazione.

© Botto&Bruno – Songs of A Lost World_wallpaper, 2026

A Palazzo Anderini sono ospitate le opere di Aaron Schuman con la sua ricerca dal titolo Sonata.

© Aaron Schuman, dal progetto Sonata (2022)

Molto apprezzata in questa sede è l’intensa Italian Story dell’americana Andrea Modica, accompagnata da un pregevole catalogo.

Punta Licosa, Campania, dalla serie Italian Story, 2026 – © Andrea Modica

Sulla via Crucis è possibile ammirare la ricerca di Luca Campigotto.

Roma, 2014 – © Luca Campigotto

Mattia Zoppellaro e Chiara Fossati riportano alla luce la memoria dei rave, nel piccolo hangar accanto alla stazione di Camucia.

TJ al confine con l’Austria, 2006 – © Mattia Zoppellaro
Rondissone (TO), Italia, Giugno 2004 – © Chiara Fossati

Nel parco cittadino, affollato soprattutto da giovani, Francesco Piccolo cura la mostra sui Paparazzi.

Rino Barillari con Audrey Hepburn a Roma negli anni ‘60. © Archivio Barillari/Mastrosanti

Molto bello il catalogo edito da Allemandi, un vero e proprio libro fotografico con molti pregi e venduto ad un prezzo ragionevole.

Da non perdere anche l’antologica su Gino Severini al MAEC dove sono conservati i reperti che testimoniano l’origine etrusca della città.

Un’edizione sicuramente riuscita questa di Cortona On The Move che afferma con forza la necessità e l’importanza del linguaggio fotografico nella cultura contemporanea. Renata Ferri, forte della sua lunga esperienza di fotoeditor, è riuscita a coinvolgere autori di differenti generazioni e con differenti sensibilità dando luogo ad una sinfonia piena di variazioni con notevoli punti di interesse.

L’unica critica può essere solo l’eccessivo numero di mostre che rendono problematica la visita allo spettatore medio che potrebbe non avere tutto il tempo necessario per visitare tutte le esposizioni.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *