Le mirrorless non sono macchine fotografiche

di Paolo Mazzanti
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La Canon Eos R, la Sony A7 e altre non sono macchine fotografiche.

Sono un sistema nei sistemi. Perchè? Proviamo a scoprirlo.

 

Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un progresso tecnologico vertiginoso nel campo della fotografia. Siamo partiti dalla necessità di aumentare la nitidezza e la risoluzione dei sensori.

I primi esemplari erano da 3 mega pixel, l’arrivo a 6MP sembrava già un primo passo verso una buona qualità ma, come accade per il mondo elettronico, ogni 6 mesi arrivavano sul mercato novità importanti e i fotografi erano costretti ad aggiornare le proprie apparecchiature per essere al passo coi tempi.

Tale evoluzione era ed è legata ai singoli produttori, che con i loro marchi gareggiano nell’introdurre novità e caratteristiche superlative rispetto alla concorrenza. Uno scenario che produce fotografi insoddisfatti, perchè comunque nella propria attrezzatura manca sempre qualcosa rispetto ai concorrenti o in relazione alle nuove necessità, come è accaduto per l’introduzione del video nelle reflex.

Per cui professionisti e fotografi amatori evoluti erano costretti a cambiare continuamente attrezzature se non addirittura marchio e quindi sistema.

Chi non cambiava si ritrovava in casa un’accozzaglia di attrezzature diverse, come corpi macchina Canon, Sony, Nikon, Leica con altrettanti obiettivi e accessori.

Se ci aggiungiamo che i vecchi fotografi possiedono corredi completi, con decine di ottiche e accessori, di quello che era il mondo analogico a pellicola, si arriva a possedere collezioni intere di attrezzature che non hanno niente in comune fra loro e che diventano presto obsolete.

 

 

L’altro problema che affligge i fotografi è dato dall’improvvisa carenza di ottiche.

Con l’aumentare della risoluzione dei sensori, infatti, alcuni obiettivi hanno cominciato a non essere più all’altezza e chiaramente il problema non è facilmente risolvibile (tralasciamo questo aspetto che potrebbe diventare un argomento spinoso).

Ecco quindi che arrivano le mirrorless, in ordine temporale Leica, Sony, Canon.

Questi corpi macchina è vero che hanno eliminato lo specchio e con esso l’unico movimento meccanico interno che provocava rumore, vibrazioni e richiedeva manutenzione. Ma l’eliminazione fisica di un oggetto ingombrante come lo specchio ha anche permesso di ridurre lo spazio fra l’ottica ed il sensore, diminuendo drasticamente il tiraggio.

Questa è la vera novità che rivoluzionerà il mondo della fotografia nel segmento del FF di quello che è ancora il 24×36.

Perché rivoluzione? Perché permetterà ai fotografi di essere liberi.

Liberi di usare un corpo macchina all’interno di un corredo già esistente, anche di marche diverse. Grazie all’introduzione di anelli adattatori sarà possibile montare su una mirrorless praticamente tutti gli obiettivi esistenti, addirittura prendendoli anche dalla categoria superiore del 6×6.

 

Un fotografo non dovrà più abbandonare le ottiche con le quali ha lavorato per anni e di cui conosce bene l’operatività ed i risultati. Una mirrorless si introduce perfettamente in un sistema e corredo già esistente preservando investimenti e abitudini.

Anche con il susseguirsi degli standard video in continua mutazione, non abbiamo bisogno di cambiare tutti i corpi macchina per aggiornarci, basterà il cambio del corpo macchina mirroless per avere uno strumento flessibile e adattabile a tutto il sistema, parco ottiche e accessori.

In alcuni casi particolari (fra marche diverse non diffusissime) potranno esserci alcune piccole limitazioni ma comunque sarà possibile continuare ad utilizzare il corredo in dotazione.

Canon ha dato inizio ad una nuova serie di ottiche con innesto RF per EOS R ma, con gli appositi adattatori originali, permette di montare tutte le ottiche dei sistemi precedenti delle serie EF e EF-S.

Mirrorless: un sistema nei sistemi.

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