George Tatge | Il colore del caso

Roma, Terme di Traiano, 2014 © George Tatge
di Beatrice Bruni
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È stata prorogata fino al 15 marzo 2020 la mostra del fotografo George Tatge Il Colore del Caso a Palazzo Fabroni.

La mostra ha segnato la riapertura dell’importante sede del Museo del Novecento e del Contemporaneo di Pistoia, dopo alcuni significativi lavori di ristrutturazione con il recupero di un’ampia porzione del pianoterra, destinata a funzione museale, e che sarà conclusa con una riconfigurazione dello spazio esterno come “giardino d’autore” contemporaneo.

Il Colore del Caso è un titolo particolarmente icastico: sia perché Tatge propone settanta immagini a colori, aderendo a un modus operandi inconsueto – egli è famoso infatti per avere quasi sempre lavorato in bianco e nero – sia perché in definitiva il protagonista di questa produzione è proprio il Caso: l’incontro avventuroso di un viaggiatore errante, mai sazio, dotato del suo inseparabile banco ottico Deardorff 13×18 cm, con gli elementi naturali, antropici o antropizzati, che non sono cercati, ma sono piuttosto trovati, accolti e quindi ritratti dallo sguardo dell’autore, attento, profondo e meditativo.

Staccionata azzurra, Imperia, 2013 © George Tatge

La mostra, curata da Carlo Sisi, che ha già collaborato in passato con George Tatge in alcuni progetti sul territorio pistoiese, è stata pensata in relazione con il contesto architettonico dell’edificio che la ospita.

Le immagini sono suddivise, per tematiche, in sei sezioni: ad accogliere il visitatore i Metaspazi, nella prima sala, per passare poi alle Apparizioni, al Colore, alla Vegetazione, per superare i Recinti e raggiungere le Superfici nella parte superiore del museo, nell’ampio soppalco sopra il secondo piano.

Nel capitolo Metaspazi, seppur a colori, è ben riconoscibile la poetica delle composizioni metafisiche care all’autore, nelle immagini di Livorno. Subito dopo le fotografie di Torino e Trieste stupiscono per le ardite prospettive urbane, a preannunciare una esperienza insolita. Ed ecco dunque le Apparizioni: immagini di luoghi ove si manifestano presenze impreviste e illogiche combinazioni, catturate dall’autore con sapiente ironia.

Tre cipressi, Prato, 2012 © George Tatge

Il tema del Colore è proposto tramite cumuli di tessuti per l’industria, dalle forme intriganti, vitali, e le atmosfere sospese.

Nella sezione Vegetazione il caos prende il sopravvento, forse a sottintendere che oggi la lettura della natura non può prescindere da una presa di coscienza di quanto drammaticamente l’uomo abbia inciso sulla sua sorte.

In Recinti, Tatge fa prevalere la forma rispetto alla continuità della narrazione. Ed infine Superfici, forse la sezione più inaspettata. Scatti lenti ove si percepisce la materialità, la presenza della luce, la consistenza, i cromatismi, in una serie di dettagli da esplorare. Le suggestioni metafisiche e spirituali, caratteristiche della poetica dell’autore sono dunque in parte mantenute anche in questo corpus di lavoro, ove in parte invece prevalgono giochi cromatici e formali, inattesi e vibranti.

In mostra: George Tatge, Ginori, Pietrasanta (Lucca), 2015 © Beatrice Bruni

Chiude la mostra un video di 15 minuti in cui si inseguono le immagini che Tatge ha prodotto in passato per due pubblicazioni su Pistoia, a coronare il legame tra l’autore e la città, accompagnate dalle note suggestive della musica di William Tatge, apprezzato pianista e compositore di musica jazz newyorkese e figlio del fotografo.

Palazzo Fabroni, Pistoia, mostra “Il colore del caso” © Beatrice Bruni

 

GEORGE TATGE | IL COLORE DEL CASO
a cura di Carlo Sisi
catalogo edito da Giunti Editore

Museo del Novecento e del contemporaneo di Palazzo Fabroni
via Sant’Andrea 18, Pistoia
30 novembre 2019 – 15 marzo 2020

mar – ven: 10:00 – 14:00
sab, dom e festivi: 10:00 – 18:00

 

24 febbraio 2020

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